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Il risultato

 

Il gruppo 1 ha sopportato bene i carichi di lavoro con un ottimo recupero degli allenamenti, ma non migliore del gruppo 9, segno che, come già dimostrato da altre ricerche, l'assunzione di aminoacidi ramificati o proteine diventa superfluo quando con la normale razione alimentare giornaliera si assumono le giuste quantità di principi alimentari. Il gruppo due non ha manifestato incrementi di recupero, di resistenza alla fatica significative, rispetto ai gruppi 1 e 9. Segno che l'assunzione di aminoacidi prima e durante l'allenamento nel ciclismo non è particolarmente significativa, se non inutile. E' bene notare, però, come all'interno dei gruppi 1 e 2 ci siano stati soggetti che hanno dimostrato di avvertire un miglioramento delle capacità di recupero e delle performance. In realtà, l'andamento degli allenamenti di tali soggetti non ha suffragato tali sensazioni. E' interessante notare, comunque, come anche una identica quantità di atleti dei gruppi 2 e 4 hanno dichiarato un miglioramento delle capacità di recupero ed una maggiore resistenza alla fatica durante gli allenamenti. Questa è la testimonianza, già dimostrata in diverse ricerche scientifiche, dell'importanza della motivazione psicologica nello sport. I gruppi 5 e 6 hanno ricalcato le prestazioni dei gruppi 1, 2 e 9, ma il periodo di allenamento è coinciso anche con una riduzione del peso corporeo, con particolare riguardo al tessuto adiposo, ed un effettivo miglioramento delle prestazioni atletiche. Cosa che non è avvenuta nei gruppi 7, 8 e 10, che hanno perso sì peso corporeo, ma con un minimo incremento di prestazioni causato dalla minore capacità di recupero dagli allenamenti e dall'impossibilità di tenere elevati carichi di lavoro per tempi prolungati. Anche in questo caso il gruppo 8 ha avuto prestazioni analoghe al gruppo 7, mentre il placebo non ha prodotto significativi risultati, anche se ci sono stati casi di soggetti che hanno reagito meglio di atleti senza alcun tipo di integrazione.